Chi siamo

L'Annuario della Nobiltà Italiana è una iniziativa di S.A.G.I., casa editrice specializzata in araldica, genealogia e repertori biografici, fondata nel 1995 da Andrea Borella. 


Dal 2013 l'Annuario della Nobiltà Italiana è stato incorporato nella "Annuario della Nobiltà Italiana Foundation trust" per agevolarne la continuazione negli anni futuri 

ed oggi è pubblicato, periodicamente, sotto l'egida dell'"Annuario della Nobiltà Italiana foundation trust" sotto la direzione di Andrea Borella.

Nel 2000 si ebbe la prima edizione della nuova serie, con la pubblicazione della XXVIII edizione dalla fondazione, in due volumi.

Per iniziativa, ed a seguito di specifiche ricerche condotte da Borella sono stati creati, ad oggi, 43 periodici nobiliari e genealogici per altrettanti Stati del Mondo, sovente in inglese o in idioma locale, adattando il sistema espositivo dei dati genealogici ed araldici, il cui nucleo venne elaborato nel 1878 da Giovanni Battista di Crollalanza per l'Italia, grazie ai metodi elaborati dallo stesso Borella. 

Sfogliare le pagine di quei repertori significa percorrere la storia di quei Paesi attraverso lo sviluppo delle famiglie descritte. 

Spesso, per molti Paesi, gli Annuari creati da Borella sono gli unici repertori genealogici e nobiliari mai esistiti. 

Dal 2015 l'attività della casa editrice si è espansa anche ai repertori mondani per gli inviti alle feste, occasioni mondane con guide corredate di indirizzi. 

Attualmente è in preparazione il Carnet d'adresses mondaines - Italy high life che ha un proprio sito internet dedicato: 
 www.carnetdadressesmondaines.com 

 

Storia delL'Annuario della Nobilta' ITALIANA

L'Annuario della nobiltà italiana è un repertorio periodico genealogico, anagrafico ed araldico  sulle famiglie nobili italiane, fiorenti ed estinte, e sulle famiglie "notabili" italiane (casate storicamente in possesso di stemma e con vita more nobilium).

Il periodico venne originariamente fondato nel 1879 ad opera del nobile commendator Giovan Battista di Crollalanza. 

La veste tipografica s'ispirò a quella delle edizioni ottocentesche dell'Almanach de Gotha. 

Venne pubblicata dall'Accademia italiana d'araldica, in ventisette edizioni, fino al 1905. 

Si succedettero nella direzione della prima serie del periodico Giovan Battista di Crollalanza, il figlio di questi, Goffredo di Crollalanza, sino al 1904 ed il fratellastro di quest'ultimo, Aldo di Crollalanza sino al 1905. 

Nel 2000 venne fondata la nuova serie dell'Annuario, con la pubblicazione della XXVIII edizione, in due volumi, a cura di Andrea Borella, dapprima per i tipi della casa editrice S.A.G.I. (Società Araldica Genealogica Internazionale) e poi a cura dell'"Annuario della Nobiltà Italiana Foundation Trust".

La presidenza onoraria dell'opera venne assunta, nel gennaio 2000, da Onda di Crollalanza, nipote di Goffredo e di Aldo di Crollalanza e pronipote di Giovan Battista Crollalanza, fino alla di lei morte (18 agosto 2007), poi da Araldo di Crollalanza, fratellastro di Onda (morto il 29 novembre 2014). Attualmente presidente è il figlio di quest'ultimo, Goffredo di Crollalanza (nato nel 1974).

La XXX (2006) e la XXXI edizione (2007-2010)  furono presentate alla presenza di S.A.R. il Principe Amedeo di Savoia, Capo della Real Casa d'Italia. 

L'ultima edizione (XXXII) è stata pubblicata nel dicembre 2014. Venne presentata il 7 febbraio 2015 presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ove il direttore dell'Annuario, Andrea Borella, era docente di araldica ed araldica eccelsiastica.

 
Suddivisioni
Le edizioni della seconda serie sono suddivise in sette parti principali, comprendenti ciascuna le schede delle seguenti categorie di famiglie classificate in ragione dei riconoscimenti nobiliari ottenuti:
 
Papa e sacro collegio e case reali già sovrane negli stati italiani preunitari;
famiglie elencate nel Libro d'oro della nobiltà italiana e negli elenchi ufficiali nobiliari del 1921 e del 1936 (per un totale di circa 12.000 famiglie);
famiglie la cui nobiltà è riconosciuta in vario modo dal Sovrano militare ordine di Malta;
famiglie riconosciute nobili prima dell'unità d'Italia o dal papa o dal Corpo della nobiltà italiana;
antiche famiglie in possesso di stemma e con vita more nobilium e riconosciute come tali da varie istituzioni;
famiglie create nobili, titolate o patrizie dalla Repubblica di San Marino;
famiglie italiane riconosciute nobili da sovrani stranieri dopo il 1948 o che ebbero concessioni di stemmi da potestà straniere.
Nella XXXI edizione (2007-2010)[12] è stato applicato un criterio leggermente diverso di classificazione:
 
Parte I (volume I): famiglie già sovrane negli antichi Stati italiani e la real casa d'Italia
Parte II (volumi I: A-G; II: H-Z): famiglie nobili iscritte negli elenchi ufficiali del Regno d’Italia, suddivise nel volume I (famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla A alla G) e nel volume II (famiglie il cui cognome inizia con le lettere dalla H alla Z)[13];
Parte III (volume III): famiglie nobili suddivise in:
titolati pontifici dopo il 1870[14]
famiglie nobilitate dal gran maestro del Sovrano militare ordine di Malta[15] o accolte nel medesimo ordine cavalleresco[16]
famiglie nobilitate dal re d'Italia Umberto II dopo il 1947[17] o che ottennero provvedimenti di riconoscimento dal Corpo della nobiltà italiana[18]
famiglie accolte in ordini cavallereschi con prove di nobiltà per la ricezione dopo la caduta del Regno d'Italia.
Parte IV (volume III): famiglie fregiate di "nobiltà generosa", soprattutto degli Stati preunitari, che però non vennero riconosciute dal Regno d'Italia e che quindi non sono comprese nelle parti precedenti[19];
Parte V (volume IV): famiglie "notabili" italiane, ovvero quelle casate in possesso di stemma e con vita more nobilium, ma formalmente non riconosciute nobili[20].
Indice[21]
Nella XXXII edizione (2011-2014)[22][23] la struttura dell'opera è ancora articolata nelle stesse 5 parti principali (meno la parte dei provvedimenti di riconoscimento dal Corpo della nobiltà italiana). In questa edizione è inoltre presente un trattato di diritto dinastico applicato[24] (Savoia, Borbone delle Due Sicilie, Borbone di Parma, Asburgo Lorena) e viene riportato il decreto di riordino dell'araldica della real casa di Savoia[25], firmato il 24 novembre 2012 da Amedeo di Savoia, e il decreto di riordino dell'araldica della real e ducale casa dei Borbone Parma[26], firmato il 29 novembre 2013 da Carlo Saverio di Borbone-Parma.

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