L’Annuario della Nobiltà Italiana, fondato nel 1872 per iniziativa di Giovan Battista di Crollalanza e rifondato nel 1998 con la seconda serie a cura di Andrea Borella, è il più antico repertorio storico-genealogico dedicato alle famiglie Nobili e notabili italiane. Attraverso rigorose ricerche archivistiche, l’esame diretto delle fonti documentarie e un costante lavoro di verifica e aggiornamento, ricostruisce e pubblica genealogie, stemmi, notizie biografiche e vicende familiari, offrendo un quadro scientificamente documentato della storia delle famiglie italiane, in costante evoluzione. L’opera costituisce uno strumento di studio e di consultazione per ricercatori, università, biblioteche, archivi, istituzioni culturali e collezionisti, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio genealogico, araldico e storico nazionale. Da oltre centocinquant’anni rappresenta un autorevole punto di riferimento per gli studi genealogici e araldici in Italia.
L’opera costituisce il repertorio dedicato alle Case già regnanti degli antichi Stati italiani, documentando genealogie, ordinamenti dinastici e conferimenti nobiliari, araldici e cavallereschi.
La seconda serie pubblica altresì studi di diritto dinastico applicato, finalizzati a chiarire la posizione dinastica dei singoli membri delle diverse Case Reali, offrendo un quadro organico e documentato delle relative norme successorie e dei loro effetti. I volumi costituiscono così uno strumento di consultazione utilizzato anche da numerosi Ordini cavallereschi e istituzioni dinastiche, in Italia e all’estero.
L’autorevolezza dell’Annuario della Nobiltà Italiana è testimoniata dai numerosi riconoscimenti ricevuti nel corso degli anni e dalla fiducia accordatagli da autorevoli esponenti delle dinastie già regnanti italiane. In particolare, S.A.R. il Principe Aimone di Savoia, Duca di Savoia e d’Aosta, Capo della Real Casa d’Italia, e S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, Capo della Real Casa delle Due Sicilie, hanno accettato di assumere la Presidenza Onoraria dell’opera, riconoscendone il valore scientifico, il rigore metodologico e il contributo offerto allo studio della genealogia, dell’araldica e del diritto dinastico.










