È morta la Principessa Astrid di Norvegia, Mrs Ferner: l’ultima sorella di Re Harald V

Per quattordici anni First Lady del Regno, attraversò quasi un secolo di storia della monarchia norvegese. Il matrimonio con Johan Martin Ferner e la sua particolare posizione nel diritto dinastico della Casa Reale.
di Andrea Borella e Matteo Bagnati
A soli due giorni dai solenni funerali di Re Harald V, un nuovo lutto ha colpito la Casa Reale di Norvegia. È morta oggi, 11 settembre 2026, all’età di 94 anni, la Principessa Astrid, Mrs Ferner, ultima sorella superstite del defunto Sovrano e ultima figlia vivente di Re Olav V e della Principessa Ereditaria Märtha.
La sua ultima apparizione pubblica era avvenuta appena due giorni prima, mercoledì 9 settembre, in occasione delle esequie del fratello, quando aveva preso parte, insieme ai figli, alla Famiglia Reale e ai numerosi rappresentanti delle Case reali e principesche europee e non solo, alle solenni cerimonie funebri.
Con la morte di Astrid si chiude, a brevissima distanza dalla scomparsa di Harald V, un altro capitolo della generazione dei figli di Olav V: quella che aveva conosciuto l’occupazione tedesca della Norvegia, l’esilio, il ritorno della monarchia in patria e la profonda trasformazione della Casa Reale norvegese nel corso del secondo dopoguerra.

Dalla nascita all’esilio americano
Astrid Maud Ingeborg nacque a Oslo il 12 febbraio 1932, durante il Regno del nonno, Re Haakon VII.
Era la secondogenita del Principe Ereditario Olav di Norvegia e della Principessa Ereditaria Märtha, nata Principessa di Svezia. La sorella maggiore, Ragnhild, era nata nel 1930; soltanto nel 1937 sarebbe venuto alla luce Harald, il tanto atteso erede maschio.
Il nome Astrid le fu imposto in onore della zia materna, la Principessa Astrid di Svezia, che nel 1934 sarebbe divenuta Regina dei Belgi quale consorte di Leopoldo III e che sarebbe tragicamente morta l’anno seguente in un incidente automobilistico in Svizzera. Gli altri nomi, Maud e Ingeborg, ricordavano rispettivamente la nonna paterna, la Regina Maud di Norvegia, e quella materna, la Principessa Ingeborg di Danimarca.
La nascita di Astrid non ebbe conseguenze sulla successione al Trono. La disciplina costituzionale allora vigente in Norvegia prevedeva infatti una successione rigidamente agnatica: le donne erano escluse dalla Corona e soltanto i discendenti maschi in linea maschile potevano essere chiamati al Trono.
Astrid e la sorella Ragnhild nacquero pertanto prive di diritti successori. La nascita di Harald nel 1937 assicurò invece la continuazione della dinastia nella linea prevista dalla Costituzione.
L’infanzia di Astrid fu bruscamente interrotta dall’invasione tedesca della Norvegia del 9 aprile 1940. La Principessa Ereditaria Märtha lasciò il Paese insieme ai tre figli, raggiungendo dapprima la Svezia e successivamente gli Stati Uniti.
Durante gli anni della guerra Astrid visse quindi con la madre, Ragnhild e Harald nei pressi di Washington. La famiglia ereditaria norvegese divenne in quegli anni uno dei simboli della continuità della monarchia e della resistenza del Paese occupato.
Astrid fece ritorno in Norvegia con la famiglia nel giugno 1945, al termine della guerra.
Dopo gli studi superiori approfondì, tra l’altro, materie economiche e storico-politiche presso l’Università di Oxford e ricevette una formazione che comprendeva anche attività artistiche e artigianali.
La giovane Principessa che divenne First Lady del Regno
Nel 1953 Astrid accompagnò i genitori a Londra in occasione dell’incoronazione della Regina Elisabetta II del Regno Unito.
L’anno seguente un grave lutto modificò improvvisamente il suo ruolo all’interno della monarchia. Il 5 aprile 1954 morì prematuramente la madre, la Principessa Ereditaria Märtha, a soli cinquantatré anni.
Astrid aveva appena ventidue anni.
La Casa Reale norvegese si trovava allora sostanzialmente priva di una figura femminile in grado di affiancare stabilmente il Sovrano e il Principe Ereditario negli impegni ufficiali. La Regina Maud era morta già nel 1938; il Principe Ereditario Olav era rimasto vedovo e la figlia maggiore Ragnhild, sposatasi nel 1953 con Erling Lorentzen, si era trasferita in Brasile.
Astrid assunse così progressivamente le funzioni che, nella rappresentazione pubblica della monarchia, sarebbero normalmente spettate ad una Regina o ad una Principessa Ereditaria.
Dopo l’ascesa al Trono del padre, divenuto Re Olav V nel 1957, questo ruolo acquistò ancora maggiore importanza.
Per circa quattordici anni Astrid fu di fatto la First Lady della Norvegia, accompagnando il padre nelle cerimonie ufficiali, nelle visite di Stato e nei principali appuntamenti della vita istituzionale del Regno.
Svolse tale funzione sino al 1968, quando il fratello Harald, Principe Ereditario dal 1957, sposò Sonja Haraldsen, destinata a diventare Regina di Norvegia.
Fu un ruolo tanto più rilevante perché svolto senza che Astrid fosse erede al Trono e senza che possedesse una posizione costituzionale propria paragonabile a quella di una consorte reale. Il suo prestigio derivò soprattutto dalla continuità del servizio prestato alla Corona e dal rapporto di fiducia con il padre.
Il matrimonio con Johan Martin Ferner
Il 12 gennaio 1961 la Principessa Astrid sposò nella chiesa di Asker Johan Martin Ferner, nato nel 1927, imprenditore norvegese e valente sportivo, medaglia d’argento nella vela ai Giochi olimpici di Helsinki del 1952.
Ferner era già stato sposato e divorziato. Il matrimonio con una Principessa della Casa Reale suscitò quindi, nella Norvegia dei primi anni Sessanta, un certo dibattito, sia per l’origine non principesca dello sposo sia per la sua precedente unione matrimoniale.
Astrid non rinunciò tuttavia alla propria dignità principesca.
Dopo le nozze assunse ufficialmente la denominazione di Principessa Astrid, Mrs Ferner, in norvegese Prinsesse Astrid, fru Ferner.
Perse invece il trattamento di Altezza Reale, conservando quello di Altezza. La modifica segnava una distinzione formale fra i membri più direttamente rappresentativi della Casa Reale e la Principessa ormai coniugata con un cittadino privato.
Astrid rinunciò inoltre all’appannaggio personale, pur continuando a svolgere numerosi incarichi in rappresentanza del Sovrano e della monarchia.
Dal matrimonio nacquero cinque figli: Cathrine, Benedikte, Alexander, Elisabeth e Carl-Christian.
Il matrimonio Ferner e il diritto dinastico norvegese
La posizione della Principessa Astrid presenta un aspetto particolarmente interessante sotto il profilo del diritto dinastico.
Talvolta il matrimonio del 1961 viene impropriamente descritto come causa della sua esclusione dalla successione al Trono. In realtà Astrid non perse alcun diritto successorio in conseguenza delle nozze, per la semplice ragione che tali diritti non le erano mai appartenuti.
Quando Astrid nacque nel 1932, la Costituzione norvegese prevedeva infatti la successione esclusivamente maschile in linea agnatica. Sia lei sia la sorella Ragnhild erano quindi escluse dalla successione fin dalla nascita.
Il matrimonio con Johan Martin Ferner non può pertanto essere qualificato, in senso tecnico, come un matrimonio morganatico produttivo della perdita di diritti dinastici. La nozione stessa di matrimonio morganatico appartiene del resto soprattutto alla tradizione giuridico-dinastica di alcune Case sovrane dell’Europa centrale e non costituisce una categoria generale automaticamente applicabile alla monarchia norvegese.
Occorre inoltre distinguere fra appartenenza alla Famiglia Reale, dignità principesca, trattamento e diritto di successione.
Astrid continuò a essere Principessa di Norvegia e membro della famiglia del Sovrano, pur mutando trattamento e posizione cerimoniale. La sua discendenza, tuttavia, non entrò nella linea di successione alla Corona.
La questione è significativa anche in relazione alla successiva evoluzione della Costituzione norvegese.
Nel 1990 la Norvegia modificò infatti le regole successorie, introducendo la successione femminile e, per le generazioni più giovani, il principio della primogenitura indipendente dal sesso.
La riforma non ebbe però piena efficacia retroattiva.
Per coloro che erano nati prima del 1971 continuarono ad applicarsi le precedenti norme successorie. Di conseguenza né Astrid né Ragnhild acquistarono, con la riforma del 1990, un posto nella successione al Trono.
La loro posizione costituisce pertanto un interessante esempio di permanenza degli effetti di una disciplina dinastica precedente anche dopo una riforma radicale delle norme successorie.
Diversa fu la situazione della generazione successiva. La Principessa Märtha Louise, figlia di Harald V e nata nel 1971, poté infatti essere compresa nella successione in conseguenza delle nuove disposizioni, pur con le particolari norme transitorie previste dalla riforma.
Il caso di Astrid dimostra dunque come, nelle monarchie contemporanee, sia necessario evitare di sovrapporre categorie differenti: una persona può appartenere alla Casa o alla Famiglia Reale, possedere una dignità principesca e svolgere funzioni ufficiali per la Corona senza necessariamente essere titolare di diritti successori.
Una vita al servizio della monarchia
Il matrimonio e la nascita dei figli non interruppero l’attività pubblica di Astrid.
Quando nel 1968 il Principe Ereditario Harald sposò Sonja Haraldsen, la nuova Principessa Ereditaria assunse naturalmente il ruolo di principale figura femminile accanto al futuro Sovrano. Astrid continuò tuttavia a rappresentare la Casa Reale per molti decenni.
Fu presente nei principali momenti della vita della monarchia norvegese, dalle cerimonie di Stato agli anniversari dinastici, dalle visite ufficiali alle iniziative sociali e assistenziali.
Un posto particolare nella sua attività ebbero le associazioni impegnate nell’assistenza alle persone vulnerabili, nella sanità, nella cultura e nell’inclusione sociale.
Dopo la morte della madre assunse anche la presidenza del fondo commemorativo intitolato alla Principessa Ereditaria Märtha, destinato al sostegno di iniziative sociali e umanitarie.
Nel corso della sua lunghissima vita pubblica Astrid divenne così una delle figure più familiari della monarchia norvegese: discreta, raramente al centro dell’attenzione mediatica, ma costantemente presente accanto alla dinastia.
Gli ultimi anni
Negli ultimi anni le crescenti difficoltà motorie avevano costretto la Principessa all’uso della sedia a rotelle, senza tuttavia determinare un completo ritiro dalla vita pubblica.
Ancora in età avanzatissima continuò a partecipare a cerimonie, ricorrenze e manifestazioni legate alle associazioni da lei patrocinate.
Nel corso del 2026 le condizioni di salute si erano fatte più delicate. In primavera aveva dovuto affrontare problemi cardiaci che avevano richiesto il ricovero ospedaliero e un intervento.
Ciò nonostante, Astrid volle essere presente anche all’ultimo saluto al fratello Harald.
Il 9 settembre 2026 partecipò infatti alle solenni esequie del Re nella Cattedrale di Oslo. Le immagini della Principessa, ormai novantaquattrenne, in sedia a rotelle e circondata dai figli e dai membri della Famiglia Reale, sono destinate a rimanere l’ultima testimonianza pubblica della sua lunga vita al servizio della monarchia.
Soltanto due giorni più tardi veniva annunciata la sua morte.
L’eredità genealogica della Regina Vittoria
Astrid apparteneva, per nascita, alla grande rete genealogica che per oltre un secolo ha collegato fra loro le principali dinastie europee.
Per mezzo della nonna paterna, la Regina Maud di Norvegia, era pronipote di Re Edoardo VII del Regno Unito e della Regina Alessandra, nata Principessa di Danimarca.
Era inoltre trisnipote della Regina Vittoria e del Principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha.
Attraverso questi legami Astrid era strettamente imparentata con numerose Case reali europee e apparteneva all’ultima generazione ancora capace di costituire un collegamento personale quasi diretto con la grande rete dinastica formatasi fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
Negli ultimi mesi della sua vita era divenuta anche la più anziana discendente vivente della Regina Vittoria.
Si tratta di un primato puramente genealogico, ma altamente simbolico per una Principessa la cui esistenza aveva attraversato quasi un secolo di storia europea.
L’ultima sorella del Re
Johan Martin Ferner era morto il 24 gennaio 2015, dopo cinquantaquattro anni di matrimonio.
Astrid gli sopravvisse per oltre undici anni.
Lascia i cinque figli, i nipoti e i pronipoti, ma soprattutto lascia alla monarchia norvegese il ricordo di oltre settant’anni di servizio pubblico.
Nata sotto il Regno del nonno Haakon VII, divenuta giovanissima la principale figura femminile accanto al padre Olav V, sorella e collaboratrice per decenni di Harald V, Astrid rappresentò una particolare forma di continuità dinastica: quella di chi, pur non essendo mai stato destinato al Trono, contribuisce in maniera sostanziale alla rappresentazione e alla stabilità della Corona.
La storia costituzionale l’aveva esclusa dalla successione per il solo fatto di essere donna; la storia concreta della monarchia norvegese le assegnò invece, per molti anni, un ruolo di primissimo piano.
Con la morte della Principessa Astrid, Mrs Ferner, scompare non soltanto l’ultima sorella di Re Harald V, ma una delle ultime grandi testimoni della monarchia norvegese del Novecento e del vasto intreccio genealogico delle Case reali europee.





