Il Liechtenstein apre la successione al trono alle donne: storica riforma della legge dinastica

Una svolta storica per la Casa principesca del Liechtenstein.
In occasione della Festa nazionale del Principato, celebrata il 15 agosto 2026, il Principe ereditario Alois von und zu Liechtenstein ha annunciato una profonda modifica delle norme dinastiche della propria Casa: in futuro anche una donna potrà succedere al trono del piccolo Stato alpino.
La riforma segna il passaggio dall’antico sistema della primogenitura maschile, che riservava la successione ai membri maschi della dinastia, alla primogenitura assoluta, secondo la quale il diritto di successione spetterà al primogenito indipendentemente dal sesso.
In altri termini, per le generazioni alle quali sarà applicabile la nuova disciplina, la nascita di una figlia primogenita non comporterà più che questa venga scavalcata da un fratello nato successivamente: sarà il primo figlio della coppia, maschio o femmina, a essere destinato alla successione.

L’annuncio del Principe ereditario Alois
La decisione è stata resa pubblica dal Principe ereditario Alois durante il tradizionale discorso pronunciato in occasione della Festa nazionale. Secondo quanto comunicato dalla Casa principesca, la modifica della legge di Casa era stata approvata pochi giorni prima, mercoledì 12 agosto 2026, con la necessaria maggioranza qualificata dei due terzi dei membri della famiglia aventi diritto di voto.
Alois ha inserito la riforma in una riflessione più ampia sul rapporto fra tradizione e capacità di adattamento delle istituzioni. Il principio ispiratore, secondo il Principe ereditario, è quello di saper conciliare continuità e rinnovamento, mantenendo gli elementi fondamentali dell’identità della Casa principesca ma adeguandone prudentemente le regole alle mutate condizioni sociali e familiari.
Lo stesso Alois ha sintetizzato in termini inequivocabili la portata della riforma: la successione passerà dalla primogenitura maschile alla primogenitura assoluta. Il primogenito, senza distinzione di sesso, sarà quindi in futuro l’erede al trono e potrà divenire Principe o Principessa regnante del Liechtenstein.
Una riforma che non modifica l’attuale linea di successione
La riforma presenta tuttavia una caratteristica fondamentale: non avrà effetto retroattivo.
La Casa principesca ha precisato infatti che la nuova disciplina troverà applicazione soltanto nei confronti dei futuri discendenti dei figli del Principe ereditario Alois e della Principessa ereditaria Sophie. Di conseguenza, la modifica non altera l’ordine successorio della generazione attualmente vivente.
Alois, nato a Zurigo l’11 giugno 1968, è il primogenito del Principe sovrano Hans-Adam II e della defunta Principessa Marie. Dal matrimonio celebrato nel 1993 con Sophie, Duchessa in Baviera, sono nati quattro figli: il Principe Joseph Wenzel nel 1995, la Principessa Marie Caroline nel 1996, il Principe Georg nel 1999 e il Principe Nikolaus nel 2000.
Rimane pertanto immutata l’attuale posizione del Principe Joseph Wenzel, primogenito di Alois e attualmente immediatamente successivo al padre nella prospettiva della successione. La sorella Marie Caroline, nata dopo di lui, non viene anteposta retroattivamente ai fratelli né inserita nella successione in virtù della nuova regola. Saranno invece le generazioni successive a beneficiare pienamente del principio di parità successoria.
Si tratta di una soluzione di compromesso particolarmente significativa dal punto di vista del diritto dinastico: viene introdotto un principio nuovo senza alterare i diritti e le aspettative successorie già consolidatisi sulla base della precedente legge di Casa.
Una successione regolata autonomamente dalla Casa principesca
La peculiarità della riforma emerge ancora più chiaramente considerando l’ordinamento costituzionale del Liechtenstein.
La successione al trono non è infatti regolata come una normale materia legislativa statale. L’articolo 3 della Costituzione del Principato riconosce alla Casa principesca una particolare sfera di autonomia in materia dinastica, rinviando alla legge della Casa le questioni relative alla successione ereditaria, alla maggiore età del Principe regnante e del Principe ereditario e alla tutela.
La stessa posizione è stata illustrata dal Liechtenstein davanti agli organismi delle Nazioni Unite: la disciplina della successione appartiene alla sfera autonoma della Casa principesca e non è pertanto materia sulla quale il Governo possa intervenire unilateralmente.
La riforma del 2026 assume quindi un interesse che va oltre la semplice modifica dell’ordine di successione. Essa costituisce un vero e proprio atto di autonomia dinastica, attraverso il quale la Casa di Liechtenstein modifica direttamente le proprie norme fondamentali.
L’attuale legge unitaria della Casa principesca risale al 26 ottobre 1993 e aveva riordinato le precedenti norme dinastiche, le cui radici risalivano agli antichi patti familiari della dinastia. Il precedente sistema era fondato sulla successione agnatizia, ossia sulla trasmissione dei diritti attraverso la linea maschile.
Con la decisione del 2026 viene dunque modificato uno dei principi più antichi dell’ordinamento interno della dinastia.
Una questione discussa da anni anche a livello internazionale
L’esclusione delle donne dalla successione al trono del Liechtenstein era da tempo oggetto di osservazioni da parte degli organismi internazionali competenti in materia di parità.
Il Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione contro le donne (CEDAW) aveva in passato richiamato espressamente la particolare situazione liechtensteiniana, rilevando che la successione ereditaria all’interno della Casa principesca escludeva le donne e invitando il Paese a discutere la questione con l’autonoma Casa principesca.
Ancora in tempi molto recenti la posizione ufficiale era rimasta sostanzialmente invariata. In sede ONU era stato ricordato che, proprio in forza dell’articolo 3 della Costituzione, la determinazione dell’ordine successorio spettava alla Casa principesca e non al Governo; era stato inoltre dichiarato che non vi erano allora programmi immediati per modificare il sistema.
Proprio per questo l’annuncio del 15 agosto 2026 rappresenta un cambiamento particolarmente rilevante: la modifica non è stata imposta dall’esterno attraverso una legge dello Stato, ma è maturata all’interno della stessa dinastia ed è stata approvata secondo le procedure previste dall’ordinamento familiare.
Hans-Adam II resta Principe sovrano, Alois esercita le funzioni di Capo dello Stato
Sul piano istituzionale non cambia, per il momento, la posizione del Principe Hans-Adam II, nato nel 1945 e salito al trono nel 1989 alla morte del padre, il Principe Franz Josef II.
Hans-Adam II continua formalmente a essere il Principe regnante e Capo dello Stato. Tuttavia, il 15 agosto 2004 affidò al figlio Alois, in applicazione dell’articolo 13 bis della Costituzione, l’esercizio dei poteri sovrani in qualità di proprio rappresentante, allo scopo di prepararlo alla futura successione.
Il provvedimento del 2004 attribuì espressamente ad Alois l’esercizio dei diritti sovrani spettanti al Principe. Da allora il Principe ereditario svolge quindi, tanto sul piano interno quanto su quello internazionale, gran parte delle funzioni proprie del Capo dello Stato, mentre Hans-Adam II conserva formalmente la dignità di Principe regnante.
È una soluzione coerente con una prassi già sperimentata dalla dinastia: anche Hans-Adam II era stato progressivamente associato all’esercizio delle responsabilità sovrane dal padre Franz Josef II prima di succedergli nel 1989.
Una monarchia con poteri assai più ampi rispetto alle altre monarchie europee
La questione successoria assume un’importanza particolare perché il Liechtenstein non è una monarchia puramente rappresentativa.
Il Principato costituisce infatti uno dei casi più singolari nel panorama costituzionale europeo. Il sovrano conserva prerogative effettive e sostanziali nell’ordinamento dello Stato. Il Governo è responsabile sia nei confronti del Landtag, il Parlamento, sia nei confronti del Principe; i componenti del Governo vengono proposti dal Parlamento e successivamente nominati dal sovrano.
Il Principe dispone inoltre di poteri costituzionali molto più incisivi rispetto a quelli esercitati dai sovrani delle principali monarchie parlamentari europee. Il sistema costituzionale liechtensteiniano continua quindi a fondarsi su un peculiare equilibrio fra legittimazione popolare e principio monarchico.
La posizione della Corona è stata ulteriormente definita dalla riforma costituzionale approvata mediante referendum nel 2003, al termine di un lungo dibattito sui rapporti tra Principe, Parlamento e popolo.
La futura possibilità che una donna salga al trono non avrà dunque soltanto un significato simbolico: una futura Principessa regnante del Liechtenstein sarebbe chiamata a esercitare le effettive prerogative costituzionali attribuite al Capo dello Stato.
Una riforma destinata a produrre effetti soprattutto nelle generazioni future
Dal punto di vista immediato, la modifica non cambierà il nome del prossimo erede: Alois resta il successore di Hans-Adam II e il Principe Joseph Wenzel mantiene la propria posizione nella linea dinastica.
La portata della riforma è soprattutto prospettica.
Quando nasceranno i discendenti della nuova generazione, non sarà più necessario verificare il sesso del primogenito per determinarne la posizione dinastica: una figlia nata prima dei fratelli conserverà il primo posto nella successione e potrà, un giorno, diventare Principessa sovrana del Liechtenstein.
Il cambiamento permette così alla Casa principesca di conservare il principio ereditario e la continuità dinastica, modificando però uno degli elementi che per secoli aveva caratterizzato il diritto successorio della famiglia: la necessaria appartenenza al sesso maschile dell’erede.
È significativo che la Casa abbia scelto di procedere gradualmente, salvaguardando le posizioni già formatesi e applicando la nuova disciplina essenzialmente pro futuro. In tal modo la riforma cerca di conciliare due esigenze esplicitamente richiamate dallo stesso Principe ereditario Alois: da una parte la continuità dell’istituzione dinastica, dall’altra la capacità di rinnovarla.
L’annuncio del 15 agosto 2026 rappresenta pertanto una delle modificazioni più importanti del diritto successorio al Trono liechtensteiniano ma nulla dice a proposito dell’assetto delle Leggi dinastiche interne, ossia il cosiddetto Privatfürstenrecht. Fin dai tempi del Sacro Romano Impero, il termine “diritto privato dei principi” (in tedesco: Privatfürstenrecht, in latino: jus privatum illustrium) si riferiva alle leggi che regolavano i rapporti familiari e le eredità all’interno delle famiglie di rango sovrano e imperiale (landesherrliche, reichsständische Geschlechter).
Questa legge, sotto alcuni aspetti, appartiene al diritto privato, trattando della famiglia e del diritto all’eredità, ed essendo stata elaborata nel contesto del diritto privato generale.
Ricordo, a tale proposito, che la Casa del Liechtenstein segue il Privatfürstenrecht di matrice dinastica tedesca cattolica romana.
Per quanto riguarda la successione al Trono, dopo secoli nei quali la successione alla guida della Casa era stata riservata alla discendenza maschile, per la prima volta viene formalmente aperta la possibilità che, nelle generazioni future, sul trono di Vaduz sieda una Principessa regnante del Liechtenstein.




