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Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum

Per lo studio scientifico delle dinastie e del diritto dinastico

La Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum nasce quale luogo internazionale di studio, ricerca e confronto dedicato alle dinastie sovrane e già sovrane, al diritto dinastico e alle istituzioni storicamente connesse al principio di successione ereditaria.

La sua costituzione muove dalla consapevolezza che lo studio delle dinastie rappresenti un settore di ricerca dotato di una propria specificità, posto al punto d’incontro fra storia delle istituzioni, storia del diritto, diritto costituzionale, genealogia, araldica e scienze storico-documentarie.

Una dinastia, infatti, non è soltanto una successione genealogica di individui appartenenti alla medesima famiglia. Quando una Casa è stata investita della sovranità, alla continuità biologica della discendenza si sovrappone una particolare continuità storica, istituzionale e giuridica, regolata da norme che determinano chi appartenga alla dinastia, chi possa succedere alla Corona, quali condizioni debbano essere soddisfatte per conservare la qualità dinastica e quali siano i rapporti fra il Sovrano, il Capo della Casa e gli altri membri della famiglia.

Lo studio di tali fenomeni richiede pertanto strumenti differenti da quelli della semplice genealogia, pur trovando necessariamente in quest’ultima uno dei propri fondamenti documentari.

La Societas si propone di contribuire allo sviluppo di questo campo di ricerca attraverso un metodo storico-giuridico, documentario, comparativo e internazionale, favorendo il dialogo fra studiosi provenienti da differenti tradizioni scientifiche e la progressiva costituzione di un patrimonio comune di fonti e strumenti di ricerca.

Il diritto dinastico

Al centro dell’attività della Societas si colloca lo studio del diritto dinastico, inteso, nella sua accezione più ampia, come l’insieme delle norme, dei principi, delle consuetudini e degli atti che hanno disciplinato o disciplinano la formazione, l’organizzazione, la continuità e la successione delle Case sovrane.

Si tratta di una materia complessa, la cui configurazione varia profondamente secondo le epoche, le dinastie e gli ordinamenti considerati.

Nelle monarchie contemporanee il diritto dinastico può essere strettamente collegato al diritto costituzionale dello Stato: la successione alla Corona, la reggenza, l’appartenenza alla Famiglia Reale o Imperiale e, in determinati ordinamenti, persino i matrimoni dei suoi membri possono essere regolati dalla Costituzione o dalla legislazione statale.

Storicamente, tuttavia, accanto alle norme dell’ordinamento pubblico sono esistiti anche ordinamenti propri delle Case sovrane, espressi attraverso Leggi di Casa, statuti dinastici, patti di famiglia, consuetudini, disposizioni sovrane, decreti, lettere patenti e altri atti destinati a regolare la vita interna della dinastia.

Ne deriva una materia nella quale possono intersecarsi — senza necessariamente coincidere — ordinamento dello Stato e ordinamento della Casa.

Proprio la ricostruzione di questo rapporto costituisce uno dei problemi centrali degli studi dinastici.

Dinastia, famiglia e status dinastico

Una delle esigenze metodologiche fondamentali consiste nel distinguere concetti che nel linguaggio comune vengono frequentemente sovrapposti.

L’appartenenza genealogica a una famiglia non coincide necessariamente con l’appartenenza giuridicamente qualificata alla dinastia.

Allo stesso modo, appartenenza dinastica, possesso di un titolo principesco, trattamento, posizione nell’ordine di successione, appartenenza alla Famiglia Reale o Imperiale, titolarità di dignità o onorificenze ed esercizio di funzioni rappresentative costituiscono situazioni differenti, la cui eventuale coincidenza deve essere dimostrata sulla base delle norme applicabili.

La distinzione assume particolare importanza nello studio delle controversie dinastiche e delle trasformazioni intervenute nelle Case sovrane nel corso del tempo.

Anche il rapporto fra diritto dinastico e diritto nobiliare richiede precisione. Le due discipline possiedono evidenti punti di contatto, ma non sono sovrapponibili. Il diritto nobiliare riguarda essenzialmente lo status nobiliare e la disciplina dei relativi titoli e dignità; il diritto dinastico riguarda invece la struttura della Casa sovrana, l’appartenenza ad essa, la successione e le situazioni giuridiche derivanti dalla particolare posizione storica della dinastia.

La successione alla Corona

Il problema della successione costituisce il nucleo storico originario del diritto dinastico.

Nelle monarchie ereditarie l’ordine di successione determina la persona chiamata ad assumere la dignità sovrana quando si verifica la vacanza della Corona, normalmente per morte o abdicazione del monarca. Tale ordine individua, secondo criteri stabiliti dall’ordinamento, quale parente del Sovrano precedente — o, nei sistemi che lo prevedano, quale altra persona — possieda il diritto di succedere e quindi di assumere il trono.

La successione ereditaria non deve tuttavia essere intesa come un semplice automatismo genealogico.

La genealogia individua il rapporto di discendenza; è invece la norma successoria a stabilire quale rilevanza giuridica debba essere attribuita a tale rapporto.

Nel corso dei secoli le monarchie hanno conosciuto sistemi profondamente differenti: successione agnatizia, primogenitura maschile, primogenitura con preferenza maschile, primogenitura assoluta indipendente dal sesso, sistemi semi-salici, successioni condizionate dall’appartenenza religiosa e forme nelle quali l’elemento ereditario si combinava con procedure elettive o di conferma.

A questi criteri potevano aggiungersi ulteriori requisiti riguardanti, secondo gli ordinamenti, il matrimonio, il consenso sovrano, la religione, la cittadinanza, la legittimità della nascita o altre condizioni necessarie alla conservazione della capacità successoria.

La ricostruzione di una linea di successione richiede quindi non soltanto un albero genealogico corretto, ma la preliminare individuazione della norma applicabile e della capacità dinastica dei soggetti che compongono quell’albero.

Leggi di Casa e autonomia normativa delle dinastie

Un campo privilegiato di ricerca è rappresentato dalle Leggi di Casa.

Nel corso della storia numerose dinastie hanno sviluppato complessi normativi propri, destinati a disciplinare successione, matrimoni, reggenza, maggiore età dinastica, titoli, appannaggi, patrimonio familiare, precedenze, rapporti fra i diversi rami e posizione dei singoli membri della Casa.

La natura giuridica di queste norme non può essere determinata mediante una formula generale.

In alcuni casi esse costituivano parte integrante dell’ordinamento dello Stato; in altri rappresentavano manifestazioni dell’autonomia riconosciuta alla Casa sovrana; frequentemente i due piani si intersecavano.

Il rapporto fra sovranità dello Stato, autorità del monarca e autonomia della dinastia deve pertanto essere ricostruito storicamente per ciascun ordinamento.

Uno degli obiettivi degli studi promossi dalla Societas consiste proprio nel superare l’idea che possa esistere una sorta di diritto dinastico universale, identico per tutte le Case. Possono certamente essere individuati istituti, principi e modelli ricorrenti, ma la loro effettiva applicazione dipende dalle fonti proprie di ciascuna dinastia e dell’ordinamento nel quale essa si è sviluppata.

Matrimoni, rinunce, abdicazioni e capacità dinastica

Lo studio delle dinastie comprende necessariamente gli atti e gli eventi capaci di modificare lo status dei loro membri.

Particolare importanza hanno assunto storicamente i matrimoni dinastici. In numerose Case il matrimonio di un principe non costituiva esclusivamente un atto appartenente alla sua sfera privata, ma poteva produrre conseguenze sulla successione e sulla posizione della sua discendenza.

Da ciò derivavano istituti quali il consenso matrimoniale del Sovrano o del Capo della Casa, la distinzione fra matrimoni dinastici e non dinastici, i matrimoni morganatici e le diverse conseguenze attribuite alle unioni contratte in violazione delle norme familiari.

Ugualmente complessa è la materia delle rinunce.

La rinuncia a un diritto successorio non deve essere automaticamente confusa con l’abdicazione. Quest’ultima riguarda normalmente la cessazione dall’esercizio della sovranità da parte di chi già possiede la Corona; la rinuncia può invece avere per oggetto un diritto futuro, una posizione successoria o determinate prerogative.

Per stabilirne gli effetti occorre verificare la normativa vigente al momento dell’atto, la capacità del rinunciante, l’eventuale necessità di accettazione e soprattutto l’estensione soggettiva della rinuncia: questione particolarmente delicata quando si pretenda di attribuirle effetti anche nei confronti della discendenza.

Ogni caso deve pertanto essere valutato attraverso le proprie fonti, evitando di trasformare soluzioni elaborate in un determinato ordinamento in principi automaticamente applicabili a tutte le dinastie.

Le Case già sovrane

Uno dei settori più delicati degli studi dinastici riguarda le Case che hanno cessato di regnare.

La perdita del trono determina necessariamente la cessazione dell’esercizio della sovranità territoriale, ma non cancella il fatto storico della precedente sovranità né determina, sul piano genealogico, l’estinzione automatica della dinastia.

Sorge così il problema della sorte dell’ordinamento interno della Casa dopo la cessazione della monarchia.

La questione richiede particolare cautela. Occorre distinguere le potestà che derivavano direttamente dall’esercizio della sovranità statale dalle regole riguardanti l’organizzazione familiare e dinastica, verificando quali di queste ultime possano eventualmente conservare efficacia nell’ambito interno della Casa.

Lo studio delle dinastie già sovrane deve quindi evitare due conclusioni ugualmente semplicistiche: considerare automaticamente estinta ogni realtà dinastica con la caduta della monarchia oppure, all’opposto, attribuire a una Casa non più regnante l’esercizio di potestà pubblicistiche proprie di uno Stato sovrano.

Fra questi due estremi si colloca un vasto campo di ricerca riguardante la continuità storica e giuridica delle Case già sovrane, la posizione dei loro Capi, la permanenza o trasformazione delle norme familiari e le controversie successorie sorte dopo la perdita del trono.

Il diritto dinastico come realtà in trasformazione

Il diritto dinastico non costituisce soltanto un oggetto di ricerca storica.

Le monarchie contemporanee continuano infatti a modificare le proprie norme successorie e la disciplina delle rispettive Case.

Uno dei fenomeni più significativi dell’età contemporanea è il progressivo passaggio dai sistemi fondati sulla preferenza maschile a forme di primogenitura assoluta, nelle quali il sesso non costituisce più criterio di precedenza nella successione.

Tali trasformazioni dimostrano la capacità degli ordinamenti dinastici di coniugare continuità e mutamento.

La comparazione internazionale consente inoltre di osservare come riforme dirette a conseguire risultati analoghi possano essere realizzate mediante strumenti molto differenti: revisione costituzionale, legge parlamentare, modifica di una Legge di Casa, deliberazione della famiglia sovrana o procedimenti nei quali intervengono contemporaneamente più soggetti.

Lo studio di queste trasformazioni costituisce uno dei campi più fecondi del diritto dinastico contemporaneo.

Il primato delle fonti

La Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum assume quale principio metodologico fondamentale il primato delle fonti.

Nessuna ricostruzione dinastica può prescindere dall’esame della documentazione sulla quale essa si fonda.

Costituzioni, Leggi di Casa, statuti dinastici, trattati internazionali, patti di famiglia, decreti sovrani, lettere patenti, atti parlamentari, autorizzazioni matrimoniali, atti di rinuncia e abdicazione, testamenti, sentenze, pareri giuridici, corrispondenza ufficiale e documentazione archivistica costituiscono il materiale attraverso il quale deve essere ricostruita l’evoluzione normativa di una Casa.

A tali fonti deve necessariamente accompagnarsi la documentazione genealogica, indispensabile per determinare filiazioni, discendenze e rapporti di parentela.

Araldica, sfragistica, faleristica, diplomatica e le altre scienze ausiliarie della storia contribuiscono ulteriormente alla ricostruzione dell’identità, della rappresentazione e dell’organizzazione delle dinastie.

La ricerca dinastica deve quindi procedere attraverso l’integrazione delle fonti, distinguendo sempre ciò che è documentalmente accertato da ciò che appartiene alla tradizione, alla ricostruzione storiografica o alla rivendicazione di parte.

Una prospettiva necessariamente internazionale

Le dinastie costituiscono per loro natura un fenomeno transnazionale.

Matrimoni fra Case sovrane, trattati, guerre di successione, unioni personali di Corone, rinunce, spartizioni territoriali, restaurazioni, esili e mutamenti di regime hanno costruito nel corso dei secoli una rete di rapporti che supera continuamente i confini degli Stati.

La storia dinastica europea, in particolare, non può essere compresa pienamente attraverso prospettive esclusivamente nazionali.

Una medesima rinuncia poteva incidere sugli equilibri di più monarchie; un matrimonio poteva modificare una successione internazionale; un trattato poteva riconoscere o escludere diritti dinastici; l’estinzione di una linea poteva determinare il passaggio di una Corona a una Casa straniera.

Da qui deriva la vocazione internazionale della Societas, che intende favorire il confronto fra storici, storici del diritto, costituzionalisti, genealogisti, araldisti, archivisti e studiosi delle istituzioni monarchiche, superando la frammentazione delle singole tradizioni nazionali.

Conservare, ordinare e rendere accessibili le fonti dinastiche

Tra gli obiettivi scientifici della Societas assume particolare importanza la progressiva individuazione, catalogazione, conservazione e messa in relazione delle fonti fondamentali della storia e del diritto dinastico.

Una parte considerevole di tale documentazione rimane infatti dispersa fra archivi di Stato, archivi delle Case sovrane, fondi familiari, biblioteche, raccolte diplomatiche, collezioni private e pubblicazioni ormai difficilmente reperibili.

La creazione di repertori comparati delle Leggi di Casa, degli statuti dinastici, degli atti di successione, delle rinunce e abdicazioni, delle autorizzazioni matrimoniali, dei decreti relativi allo status dei membri delle dinastie e delle decisioni concernenti controversie successorie rappresenta quindi uno degli strumenti attraverso i quali la Societas intende contribuire concretamente allo sviluppo della disciplina.

Le tecnologie digitali rendono oggi possibile ciò che per lungo tempo è stato estremamente difficile: mettere in comunicazione documenti conservati in Paesi differenti e costruire strumenti internazionali di ricerca capaci di consentire la comparazione diretta delle fonti.

Da questa esigenza nasce uno dei principali progetti scientifici della Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum: il Royal Almanach.

Il progetto Royal Almanach

Il Royal Almanach è concepito come un grande repertorio internazionale, storico, genealogico, giuridico, documentario e bibliografico delle dinastie sovrane e già sovrane.

Il progetto intende recuperare e rinnovare, secondo criteri scientifici contemporanei, la grande tradizione degli almanacchi e dei repertori dinastici europei, superandone tuttavia la funzione prevalentemente genealogica, genealogico-statistica o cerimoniale.

Il Royal Almanach non dovrà essere soltanto un elenco delle Case sovrane e dei loro membri, ma uno strumento scientifico per lo studio delle dinastie e dei rispettivi ordinamenti, nel quale la ricostruzione genealogica venga posta in relazione con le norme e con le fonti documentarie che hanno determinato, nel corso del tempo, successione, appartenenza e status dinastico.

L’opera sarà dedicata tanto alle Case attualmente regnanti quanto alle Case già sovrane, considerate nella loro evoluzione storica e nelle differenti configurazioni assunte dai rispettivi ordinamenti.

Per ciascuna dinastia il Royal Almanach potrà ricostruire la genealogia della Casa e dei suoi rami, la successione alla Corona, le modificazioni delle norme successorie, la disciplina dell’appartenenza dinastica, le Leggi di Casa, gli statuti e i patti familiari, i matrimoni dinastici, le rinunce, le abdicazioni, le reggenze e gli altri atti o istituti capaci di incidere sulla posizione giuridica dei membri della dinastia.

Le fonti del Royal Almanach

Elemento qualificante dell’opera sarà il collegamento sistematico fra dato genealogico e fonte giuridico-documentaria.

Il progetto mira alla progressiva individuazione, catalogazione e, quando possibile, riproduzione, trascrizione o indicazione archivistica delle principali fonti relative alle diverse Case: Costituzioni, Leggi di Casa, statuti dinastici, trattati internazionali, patti di famiglia, decreti sovrani, lettere patenti, atti di successione, autorizzazioni matrimoniali, rinunce, abdicazioni, disposizioni testamentarie, pareri giuridici, decisioni giudiziarie e altri documenti rilevanti.

In tal modo il lettore non sarà posto soltanto di fronte al risultato di una ricostruzione genealogica o giuridica, ma potrà risalire, per quanto possibile, alle fonti sulle quali essa è fondata.

A tale apparato documentario dovrà accompagnarsi una bibliografia internazionale specialistica, destinata a indicare per ciascuna dinastia le principali opere genealogiche, storiche e giuridiche, le edizioni delle fonti e gli studi dedicati alle singole questioni successorie e dinastiche.

Il Royal Almanach sarà pertanto strutturato su livelli tra loro complementari: genealogico, storico, giuridico, documentario e bibliografico.

L’obiettivo è consentire allo studioso di passare dalla semplice individuazione di una persona o di una linea genealogica alla ricostruzione delle norme che ne determinavano o ne determinano la posizione, verificando direttamente le fonti sulle quali tale ricostruzione si fonda.

Il Royal Almanach e le controversie dinastiche

Una particolare attenzione dovrà essere riservata alle controversie dinastiche, tanto storiche quanto contemporanee.

In presenza di successioni contestate, divisioni fra rami di una Casa o differenti interpretazioni delle norme dinastiche, il Royal Almanach non avrà il compito di proclamare un vincitore, attribuire legittimità o conferire riconoscimenti.

Dovrà invece ricostruire, con metodo scientifico, le differenti posizioni e le fonti sulle quali esse si fondano, distinguendo il dato documentariamente accertabile dalle interpretazioni proposte dalle parti.

Il principio sarà dunque il medesimo che informa l’intera attività della Societas: non riconoscere pretese, ma fornire gli strumenti necessari per studiarle e valutarle scientificamente.

Un progetto internazionale e digitale

Per la sua stessa natura il Royal Almanach dovrà essere un’opera internazionale e collaborativa.

La vastità geografica, cronologica e linguistica della documentazione rende indispensabile il contributo di studiosi capaci di operare sulle fonti originali e negli archivi dei rispettivi Paesi, nonché la collaborazione con archivi, biblioteche, università, istituti di ricerca, collezioni specialistiche e, ove possibile, con gli archivi storici delle stesse Case sovrane e già sovrane.

La dimensione digitale potrà inoltre trasformare il Royal Almanach da repertorio statico in un sistema dinamico e progressivamente aggiornabile di conoscenza delle dinastie.

Persone, genealogie, Case, rami dinastici, norme, documenti, eventi successori e riferimenti bibliografici potranno essere messi in relazione fra loro, consentendo di seguire non soltanto la discendenza di una famiglia, ma anche l’evoluzione storica del suo ordinamento.

Il Royal Almanach aspira così a divenire uno dei principali strumenti scientifici promossi dalla Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum: un repertorio nel quale genealogia e diritto dinastico possano essere costantemente verificati attraverso le fonti, capace al tempo stesso di preservare e rendere accessibile un patrimonio documentario oggi disperso fra numerosi Paesi, archivi e tradizioni storiografiche.

Un metodo storico, giuridico e comparativo

Lo studio delle dinastie richiede un costante equilibrio fra storia e diritto.

Una Legge di Casa emanata tre secoli fa non può essere interpretata prescindendo dal sistema politico, giuridico e sociale nel quale venne prodotta. Allo stesso tempo, l’esistenza storica di una norma non dimostra automaticamente la sua perdurante efficacia.

Occorre quindi ricostruire la successione delle fonti, le loro modificazioni, le eventuali abrogazioni e il rapporto fra diritto dinastico, diritto costituzionale e trasformazioni dello Stato.

La comparazione deve essere utilizzata come strumento di conoscenza e non come mezzo per trasferire automaticamente le soluzioni di una dinastia a un’altra.

Questo metodo consente anche di affrontare con maggiore rigore le controversie dinastiche, nelle quali tradizione familiare, interpretazione delle fonti e rivendicazioni delle parti tendono frequentemente a sovrapporsi.

La funzione dello studioso non consiste nel confermare una pretesa, ma nel ricostruire i fatti, individuare le norme, esaminare le fonti e valutarne il significato storico e giuridico.

La missione della Societas

La Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum intende dunque contribuire alla definizione e allo sviluppo degli studi dinastici come autonomo campo interdisciplinare di ricerca.

Il suo ambito comprende, fra gli altri, lo studio delle successioni alle Corone; delle Leggi di Casa; degli statuti e dei patti dinastici; dei matrimoni e delle autorizzazioni matrimoniali; delle rinunce e delle abdicazioni; delle reggenze; dell’appartenenza e dello status dinastico; della trasmissione dei titoli e delle qualità familiari; dei rapporti fra i diversi rami delle Case; delle trasformazioni degli ordinamenti successori; delle dinastie già sovrane e della sorte dei loro ordinamenti interni dopo la perdita del trono.

A questi temi si affiancano la ricerca, raccolta, catalogazione e studio delle fonti, la costruzione di repertori documentari e bibliografici, la promozione di studi comparativi, la cooperazione con istituzioni culturali e scientifiche e la collaborazione internazionale fra studiosi.

In questo quadro si inserisce il Royal Almanach, destinato a costituire uno dei principali progetti permanenti della Societas: un repertorio internazionale delle Case sovrane e già sovrane nel quale genealogie, ordinamenti dinastici, fonti primarie e bibliografia specialistica siano integrati in un unico sistema scientifico di consultazione e ricerca.

La Societas non nasce per attribuire legittimità, riconoscere titoli, certificare successioni o pronunciarsi a favore dell’una o dell’altra parte nelle controversie dinastiche. La sua funzione è scientifica: studiare le dinastie, le loro istituzioni e i loro ordinamenti attraverso le fonti e secondo i metodi propri della ricerca storica e giuridica.

Questa impostazione assume particolare importanza in un settore nel quale ricostruzione storica, tradizione, memoria familiare e rivendicazione dinastica possono facilmente confondersi.

L’indipendenza della ricerca e il rigore documentario costituiscono pertanto condizioni essenziali dell’attività della Societas.

Le dinastie hanno rappresentato per secoli una delle principali forme attraverso le quali si è organizzata e trasmessa la sovranità. Guerre, trattati, alleanze, unioni di Stati, successioni territoriali e trasformazioni costituzionali non possono essere pienamente comprese senza conoscere le regole che disciplinavano le Case sovrane.

Anche dopo la trasformazione o la scomparsa di molte monarchie, questo patrimonio normativo, genealogico e documentario conserva una considerevole importanza per la storia del diritto, delle istituzioni e delle relazioni internazionali.

La Societas Internationalis Studiorum Dynasticorum nasce dalla convinzione che tale patrimonio meriti di essere individuato, conservato, studiato, comparato e reso accessibile alla comunità scientifica internazionale.

Non dunque la celebrazione delle dinastie, né la legittimazione delle loro pretese, ma il loro studio scientifico.

È in questa distinzione che risiede la ragione stessa della Societas: contribuire alla costruzione di una disciplina degli studi dinastici fondata sulle fonti, sul metodo storico-giuridico, sulla comparazione e sulla cooperazione internazionale, dotandola al tempo stesso di strumenti permanenti di ricerca e documentazione, fra i quali il Royal Almanach è chiamato a occupare una posizione centrale.

Andrea Borella

Andrea Borella (1974), direttore dell’«Annuario della Nobiltà Italiana», è storico, araldista, genealogista, editore e studioso di diritto dinastico. Nel 1998 ha rifondato la seconda serie dell’Annuario, curandone la direzione scientifica. Studioso di diritto nobiliare e dinastico comparato, ha promosso repertori genealogici internazionali. È presidente e fondatore della Nuova Accademia Araldica G.B. di Crollalanza. Docente di Scienze Ausiliarie della Storia, ha insegnato araldica in istituzioni accademiche italiane ed estere ed è autore di studi specialistici. È decorato di vari ordini cavallereschi.

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