Medaglia d’Oro del Real Ordine di Francesco I all’Annuario della Nobiltà Italiana

Milano, 21 aprile 2017 – La consegna nella basilica di San Giorgio al Palazzo, durante la festa del Patrono dell’Ordine Costantiniano
Venerdì 21 aprile 2017, alle ore 19.15, nell’insigne basilica di San Giorgio al Palazzo a Milano, i Cavalieri, le Dame, i decorati e gli amici del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio della Lombardia si sono riuniti per celebrare, con qualche giorno d’anticipo, la festa del Santo Patrono dell’Ordine. Nel corso della Santa Messa è stata consegnata all’Annuario della Nobiltà Italiana la Medaglia d’Oro di benemerenza del Real Ordine di Francesco I.

S.A.R. il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro, Capo della Real Casa e Gran Maestro dell’Ordine, l’ha conferita «in considerazione dei suoi particolari meriti culturali» con diploma dato a Roma il 1° ottobre 2016 (n. 1 del Repertorio Generale 01/2016/FI/GBA/LC), che reca il visto del Capo di Gabinetto di S.A.R., S.E. l’Amb. conte Giuseppe Balboni Acqua.

La scelta del luogo non è casuale. La chiesa sorge sull’omonima piazza, lungo via Torino, a pochi passi dal Duomo. Fu edificata nel 750 dal vescovo di Milano san Natale, con il sostegno del longobardo Rachis, duca del Friuli, sulle vestigia del palazzo imperiale voluto da Diocleziano quando Milano era capitale di una delle quattro parti dell’Impero. Al suo interno una lapide ricorda l’Editto di Milano del 313 e la presenza dei Cavalieri Costantiniani, di cui la basilica è sede della rappresentanza milanese. Nell’arcidiocesi ambrosiana l’Ordine si diffuse soprattutto dopo l’Unità. Nel 1931 il cardinale arcivescovo, Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine, fissò con decreto in San Giorgio al Palazzo la sede religiosa della Sacra Milizia. La tradizione è proseguita fino a tempi recenti con il parroco emerito mons. Giuseppe Crippa, che fu Priore della Lombardia.

Secondo la tradizione, l’Ordine Costantiniano risale all’imperatore Costantino ed è tra i più antichi ordini cavallereschi. Soggetto di diritto canonico, è stato confermato da numerose bolle pontificie, fra cui la Quod alias di Giulio III del 17 luglio 1550. Da ultimo, il 10 maggio 2016, papa Francesco ha concesso ai Cavalieri e alle Dame un’indulgenza plenaria in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia. La Repubblica Italiana ne riconosce l’esistenza giuridica e ne autorizza le insegne. Gran Priore fu Sua Eminenza il cardinale Renato Raffaele Martino.

Erano presenti alcune grandi cariche della Real Deputazione, fra cui S.E. il Gran Tesoriere Don Gian Carlo dei principi Rocco di Torrepadula, il Delegato Vicario per la Lombardia e Milano nobile Giuseppe dei conti Rizzani e diversi delegati provinciali; gradito ospite il Delegato per il Triveneto, conte Roberto Giustiniani. La Messa, presieduta da mons. Arnaldo Morandi, Priore e segretario generale dell’Ufficio del Gran Priore, è stata concelebrata dai cappellani dell’Ordine:
- mons. Pierantonio Bodini, segretario aggiunto dell’Ufficio del Gran Priore;
- don Michele Somaschini, cappellano della Rappresentanza di Monza e Brianza;
- don Andrea Dotti, rettore del Collegio Vescovile San Giorgio di Brescia.

Ad accogliere Cavalieri e Dame è stato il parroco, mons. Gianni Zappa – parroco anche di San Lorenzo Maggiore e di San Satiro e assistente generale dell’Azione Cattolica Ambrosiana –, che con parole di grande cordialità ha introdotto la celebrazione, disponendo per l’occasione l’ostensione di un’insigne reliquia di san Giorgio e l’uso di un calice storico: un vaso sacro dell’epoca di Leone XIII, donato alla parrocchia da Paolo VI, che reca le effigi di san Giorgio, dello stesso Leone XIII e della Basilica Vaticana. A nome dell’Ordine, mons. Morandi ha offerto al parroco un’antica statuetta in bronzo dorato della Madonnina del Duomo e un primo contributo per le necessità della Caritas parrocchiale.

«Il nostro è un ordine di appartenenza», ha sottolineato mons. Morandi, «che si fonda sulla presa di responsabilità e di impegno, intesa come coerenza di vita. Il nostro obiettivo è la difesa della Croce, di cui cerchiamo di dare testimonianza credibile attraverso le opere caritative.» Un impegno che, nello spirito della lettera pastorale del 15 settembre 2016 del Gran Priore cardinale Martino, si è tradotto in fatti concreti: in occasione del terremoto del 2016 nell’Italia centrale, la Delegazione lombarda si è distinta per la generosità delle donazioni e degli interventi nelle zone colpite.
La celebrazione è stata molto partecipata: più di ottanta persone fra Cavalieri e Dame, dignitari, autorità civili e militari – tra cui il vice questore di Milano, dott. Girolamo Fabiano –, decorati, familiari e amici dell’Ordine. Presenti anche alcuni dei più giovani membri del comitato scientifico dell’Annuario della Nobiltà Italiana, speranza per la continuità di questa antica pubblicazione storico-scientifica, in un clima di serena festa.

Il Real Ordine di Francesco I fu istituito da re Francesco I delle Due Sicilie con decreto n. 2594 del 28 settembre 1829, pubblicato il 3 ottobre successivo. Premiava i benemeriti nelle scienze, nelle lettere, nelle arti e nella vita civile: per questo può considerarsi un precursore dei moderni ordini al merito. Le medaglie, d’oro o d’argento, recano sul dritto il busto coronato del re entro una ghirlanda di quercia, con la legenda FRANCISCVS I. REG. VTR. SIC. ET HIER. REX. Sul rovescio, il motto DE REGE OPTIME MERITO M.DCCC.XXIX circonda tre gigli borbonici posti 1 e 2, entro una ghirlanda di quercia.

Si tratta di un riconoscimento di eccezionale rarità. Prima di quella del 2016, l’ultima medaglia d’oro dell’Ordine di cui si abbia notizia risale al 1873, quando Francesco II, in esilio, la conferì all’ex sergente maggiore Agostino Salvietti del I Reggimento Fanteria della Guardia Reale. Ancor più rare sono quelle concesse a enti e istituzioni: non più di cinque dal 1829 a oggi. Mi piace ricordarne due.

La prima fu concessa all’Osservatorio Astronomico di Palermo per la scoperta di Cerere Ferdinandea, il primo asteroide mai identificato, dovuta al teatino Giuseppe Piazzi (1746-1826); fu consegnata nel 1851 al direttore Domenico Ragona-Scinà.

In questo video viene raccontata la storia della scoperta del pianeta nano Cerere:
La seconda medaglia d’oro del Real Ordine di Francesco I andò, nel 1852, alla Regia Università degli Studi di Napoli, fondata da Federico II di Svevia il 5 giugno 1224 e considerata la più antica università statale e laica d’Europa; fu consegnata nel 1854 al rettore don Mario Giardini.
Per Giovanni Grimaldi, del comitato scientifico, il conferimento all’Annuario – fondato nel 1878 e tornato alle edizioni periodiche dal 2000 – «è un grande riconoscimento per tutto l’impegno profuso nella ricerca e nello studio della storia, del diritto dinastico (mai approfondito come ora), della genealogia (mai così precisa) e dell’araldica (in gran parte inedita e straordinaria) della Real Casa dei Borbone delle Due Sicilie».
Al termine della cerimonia è seguita una cena conviviale, durante la quale sono state consegnate le altre onorificenze.








