Skip to content

Medaglia d’Oro dei Benemeriti del Principe all’Annuario della Nobiltà italiana

Il conferimento da parte di S.A.R. il Principe Carlo Saverio di Borbone-Parma, Duca di Parma e Piacenza

Il 29 settembre 2017, nella storica cornice della Basilica Magistrale di Santa Maria della Steccata a Parma, l’Annuario della Nobiltà Italiana è stato insignito della Medaglia d’Oro dei Benemeriti del Principe e dello Stato, conferita da S.A.R. il Principe Carlo Saverio di Borbone-Parma, Duca di Parma e Piacenza, Capo della Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma.

Il riconoscimento è stato attribuito all’Annuario per l’attività scientifica e culturale svolta nel campo degli studi genealogici, araldici e storico-dinastici e, in particolare, per gli studi dedicati alla Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma.

Le cerimonie della Casa di Borbone-Parma

Il conferimento ebbe luogo nell’ambito delle tradizionali cerimonie che, il 29 e 30 settembre 2017, riunirono a Parma e Piacenza i membri della Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma, i dignitari degli Ordini dinastici, autorità civili e militari, cavalieri, dame e numerosi ospiti.

Alle celebrazioni presero parte S.A.R. il Principe Carlo Saverio di Borbone-Parma e la consorte S.A.R. la Principessa Annemarie, Duchi di Parma e Piacenza, con le figlie, le Principesse Luisa Irene e Cecilia Maria. Erano inoltre presenti la Principessa Viktoria di Borbone-Parma, Contessa di Bardi, e S.A.R. la Principessa Maria Teresa di Borbone-Parma.

La giornata del 29 settembre ebbe il proprio momento centrale nella Basilica Magistrale di Santa Maria della Steccata, tradizionalmente legata alla storia della dinastia e sede dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio.

La Santa Messa fu celebrata da S.E. Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma e Gran Priore del Sacro Angelico Imperiale Ordine Costantiniano di San Giorgio. Seguì, nel coro della Basilica, il Capitolo Generale dei Cavalieri.

All’incontro partecipò anche Andrea Borella, direttore dell’Annuario della Nobiltà Italiana, insieme a una rappresentanza del Comitato Scientifico dell’Annuario e ad alcuni dei suoi giovani ricercatori.

Il conferimento all’Annuario della Nobiltà Italiana

Al termine del Capitolo Generale, nella Sacrestia Nobile della Basilica di Santa Maria della Steccata, ebbe luogo la cerimonia di conferimento delle onorificenze destinate a persone e istituzioni distintesi per particolari meriti verso la Casa di Borbone-Parma o per la loro attività nei campi della cultura, dell’economia, delle relazioni internazionali e della vita civile.

In tale occasione S.A.R. il Principe Carlo Saverio di Borbone-Parma, Duca di Parma e Piacenza, conferì all’Annuario della Nobiltà Italiana la Medaglia d’Oro dei Benemeriti del Principe e dello Stato.

La motivazione ufficiale del conferimento sottolineava:

«l’elevata qualità e scientificità della pubblicazione che da sempre la contraddistingue e […] gli approfonditi studi condotti sull’araldica e il diritto dinastico della Reale e Ducale Casa di Borbone Parma».

Alla cerimonia erano presenti i Principi della Casa, i Grandi Dignitari e rappresentanti degli Ordini dinastici.

Tra questi figuravano Paolo Rinaldo Conforti, Segretario Generale degli Ordini Dinastici e Titoli d’Onore della Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma; Guido Agosti, Capo del Cerimoniale; Emilio Villa Castiglioni, Segretario particolare di S.A.R. e Primo Gentiluomo del Duca; il marchese Diofebo Meli Lupi di Soragna, Gran Cancelliere; Manfredi Landi di Chiavenna, Vice Gran Cancelliere; Carlo Pietro Zanardi Landi, conte di Veano; Orazio Zanardi Landi, conte di Veano, presidente dell’Associazione Cavalieri Ordini Dinastici della Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma, e il prof. Gino Ferretti.

La Medaglia dei Benemeriti del Principe e dello Stato

La Medaglia dei Benemeriti del Principe e dello Stato appartiene alla tradizione premiale dell’antico Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla.

Le sue origini risalgono al 2 novembre 1836, quando la Duchessa Maria Luisa d’Asburgo-Lorena, sovrana del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, istituì con decreto n. 177 una medaglia di benemerenza destinata:

«A quegli che per qualche loro azione di merito non comune Noi riconosceremo esserne indubitabilmente degni».

Il decreto prevedeva inizialmente due classi, con medaglie in oro e argento. I conferimenti avvenivano mediante appositi atti e i nomi degli insigniti venivano riportati negli Almanacchi della Reale e Ducale Corte.

Durante il regno di Maria Luigia il riconoscimento fu concesso con particolare parsimonia: secondo quanto riportato negli Almanacchi di Corte, furono attribuite complessivamente soltanto quattro medaglie d’oro e ventotto d’argento.

Alla morte della Duchessa, nel 1847, il Ducato passò a Carlo II di Borbone-Parma e la decorazione entrò nella tradizione della Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma.

Originariamente la medaglia doveva essere portata «sul petto, dal lato sinistro, appesa da un nastro bianco e rosso».

Con decreto n. 453 del 4 settembre 1849 fu introdotta anche la medaglia in rame; successivamente, con sovrano rescritto n. 208 del 17 giugno 1853, venne stabilito l’impiego di un nastro nei colori scarlatto e blu, lasciando agli insigniti dell’epoca di Maria Luigia la facoltà di conservare quello bianco e rosso.

Secondo il decreto istitutivo, la medaglia recava da una parte l’effigie del Sovrano e dall’altra l’iscrizione:

AI BENEMERITI DEL PRINCIPE E DELLO STATO

La decorazione negli ultimi anni del Ducato

La Medaglia continuò a essere conferita anche durante gli ultimi anni di esistenza dello Stato parmense.

Con decreto n. 142 del 4 giugno 1859, la Duchessa reggente Luisa Maria Teresa di Borbone-Francia, madre del Duca Roberto I, concesse la medaglia d’oro al Principe Enrico di Borbone-Parma, Conte di Bardi, ai conti Luigi e Albertina Sanvitale, al conte Massimiliano Marca, al consigliere Antonio Lombardini, al cav. prof. Giuseppe Monici, al conte Giuseppe Simonetta di Torricella, al cavaliere Amadio Levi e ad Antonio Marchi.

Pochi giorni più tardi gli avvenimenti politici e militari avrebbero determinato la fine del governo ducale. Nel 1860 gli antichi Ducati furono incorporati nel Regno di Sardegna e successivamente nel Regno d’Italia.

La tradizione della decorazione venne tuttavia conservata dalla Casa di Borbone-Parma.

Il Duca Roberto I di Parma e Piacenza continuò a concederla quale riconoscimento di particolari azioni meritorie. La medesima tradizione è stata successivamente proseguita nell’ambito della Reale e Ducale Casa.

Con decreto del 18 agosto 2013, il Principe Carlo Saverio stabilì inoltre che il nastro della Medaglia del Principe dovesse conservare i tradizionali colori scarlatto e blu, prevedendo al contempo la possibilità di mantenere o sostituire il precedente nastro celeste delle decorazioni conferite nell’epoca di Maria Luigia.

Le altre Medaglie d’Oro conferite nel 2017

Il carattere particolarmente selettivo del riconoscimento è testimoniato anche dai conferimenti effettuati durante la cerimonia del 29 settembre 2017.

Oltre all’Annuario della Nobiltà Italiana, furono infatti assegnate soltanto altre due Medaglie d’Oro dei Benemeriti del Principe.

Una fu conferita all’EFSA – European Food Safety Authority (Autorità europea per la sicurezza alimentare), con sede a Parma, e consegnata al direttore esecutivo Bernhard Url.

L’altra fu attribuita a Franco Maria Ricci, celebre editore, bibliofilo e ideatore del Labirinto della Masone di Fontanellato.

Furono inoltre conferite medaglie d’argento e altre decorazioni degli Ordini dinastici della Casa.

L’Annuario e la cerimonia della Steccata

La cerimonia nella Basilica della Steccata vide la partecipazione di oltre trecento persone tra Cavalieri e Dame, dignitari, autorità civili e militari, decorati, familiari e ospiti.

Particolarmente significativa fu la presenza di numerosi componenti del Comitato Scientifico dell’Annuario della Nobiltà Italiana, compresi alcuni dei più giovani ricercatori impegnati nelle attività di studio e aggiornamento dell’opera.

Dopo la conclusione delle cerimonie, i consultori dell’Annuario si riunirono per un incontro conviviale. In ricordo dell’avvenimento, il direttore Andrea Borella fece realizzare una medaglia commemorativa, da lui stesso disegnata, destinata ai consultori intervenuti.

Un riconoscimento all’attività scientifica dell’Annuario

Il conferimento della Medaglia d’Oro dei Benemeriti del Principe e dello Stato costituisce un riconoscimento particolarmente significativo nella storia recente dell’Annuario della Nobiltà Italiana.

La motivazione ufficiale individua infatti espressamente le ragioni dell’onorificenza nella qualità e scientificità della pubblicazione e negli approfonditi studi di araldica e diritto dinastico dedicati alla Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma.

Il riconoscimento del 29 settembre 2017 si inserisce così nella lunga attività di ricerca, documentazione e divulgazione storico-scientifica dell’Annuario e testimonia il valore attribuito al lavoro svolto dalla sua direzione, dal Comitato Scientifico e dai collaboratori dell’opera.

Un opuscolo dedicato alla storia della decorazione

In occasione del conferimento venne inoltre realizzato un apposito opuscolo storico, dedicato alla Medaglia dei Benemeriti del Principe e dello Stato e agli Ordini cavallereschi e alle altre decorazioni della Reale e Ducale Casa di Borbone-Parma.

La pubblicazione fu predisposta con l’intento di accompagnare il ricordo della cerimonia con un approfondimento storico sulle origini e sull’evoluzione delle istituzioni premiali della Casa.

Andrea Borella

Andrea Borella (1974), direttore dell’«Annuario della Nobiltà Italiana», è storico, araldista, genealogista, editore e studioso di diritto dinastico. Nel 1998 ha rifondato la seconda serie dell’Annuario, curandone la direzione scientifica. Studioso di diritto nobiliare e dinastico comparato, ha promosso repertori genealogici internazionali. È presidente e fondatore della Nuova Accademia Araldica G.B. di Crollalanza. Docente di Scienze Ausiliarie della Storia, ha insegnato araldica in istituzioni accademiche italiane ed estere ed è autore di studi specialistici. È decorato di vari ordini cavallereschi.

Torna su